Dislessia e balbuzie: un confronto azzardato?

Pubblichiamo un articolo di Fulvio Cavalet-Giorsa, logopedista.

Fin dall’inizio dei miei studi di logopedia, la balbuzie è un argomento che mi ha sempre interessato moltissimo, e tale interesse si è mantenuto, in seguito, nella mia pratica professionale. Ma studiando ed approfondendo i diversi disturbi di competenza logopedica, ho iniziato a notare delle interessanti affinità tra balbuzie e dislessia, e più i miei studi e la mia esperienza crescevano, più tali affinità si facevano evidenti. Nonostante sia palese la differenza sintomatologica con cui si manifestano i due disturbi (la balbuzie compare durante lo sviluppo linguistico espressivo e la dislessia durante il processo di apprendimento del linguaggio scritto) e nonostante, di conseguenza, sia sensibilmente diverso anche il periodo di insorgenza (per la balbuzie in media i tre anni e per la dislessia i primi anni della scuola primaria), é possibile constatare alcuni tratti comuni che riguardano la loro eziologia e la loro tendenza evolutiva. In questo breve articolo cercherò di presentarli.

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Giornale Italiano dei Disturbi del Neurosviluppo

Buone prassi per la scuola, la clinica e i servizi.

Proponiamo alla vostra attenzione il primo numero di una nuova rivista, sotto la direzione del prof. Lucio Cottini dell’Università di Udine, che s’inserisce nel solco tracciato per vari anni dalla versione italiana dell’American Journal on Mental Retardation, poi ridefinito American Journal on Intellectual and Developmental Disabilities. Il titolo esprime in maniera eloquente il settore d’interesse e la linea che s’intende percorrere: Giornale Italiano dei Disturbi del Neurosviluppo. Buone prassi per la scuola, la clinica e i servizi.

I Disturbi del Neurosviluppo, così come delineati nel DSM-5, comprendono un largo spettro di categorie diagnostiche che riguardano la disabilità intellettiva, i disturbi dello spettro autistico, quelli del linguaggio, del movimento, dell’apprendimento e i deficit di attenzione e iperattività.

La rivista, muovendosi su questi argomenti, vuole proporre articoli di riflessione e inquadramento dei problemi, contributi di ricerca, rassegne ed esperienze di qualità in grado di concorrere alla costruzione di conoscenze condivise e affidabili, le quali possano avere anche ricadute importanti sul piano operativo. L’opzione di fondo è quella di privilegiare lavori che contribuiscano a creare una cultura dell’intervento centrato sulle evidenze (evidence-based), in modo da proporre a chi opera quotidianamente nei diversi contesti (educativo, riabilitativo e clinico) procedure avvalorate attraverso la ricerca condotta con varie strategie.

Il sottotitolo – “Buone prassi per la scuola, la clinica e i servizi” – enfatizza appunto questa prospettiva metodologica, che si apre ad applicazioni in ambiti differenti di modelli d’intervento rigorosi e affidabili.

Scarica il primo numero della rivista:

Per maggiori informazioni: www.vanninieditrice.com